La Ricchezza di Napoli il cortometraggio di Loris Arduino con un Pulcinella raccontato tra le note musicali di Domenico Cimarosa e Federico Salvatore




LA RICCHEZZA DI NAPOLI
Un cortometraggio di Loris Arduino

Prodotto dalla Pitchtime prod
Anno 2018 CUORE DEL CORTO

 

CUORE DEL CORTO
Descrizione e significato del cortometraggio

La Ricchezza di Napoli nasce con l’idea di dissacrare un icona. L’ esecrazione di un icona Nazionale, come quella di Pulcinella, è abbastanza dura per l’era contemporanea, che cerca di introdurre sempre più tecnologia rispetto i ricordi di una tradizione territoriale che sembra non aver più spazio. L’ idea legata alla tradizione nasce dal malessere che si prova andando fuori Napoli e poi rientrando. La tradizione deve essere traslata al futuro. Bisogna andare avanti considerando tutto ciò che c’è stato, tutto ciò che ha rappresentato Napoli con una visione intimistica verso un futuro migliore.


Loris Arduino








CURIOSITA’ DEL CORTO
Canzoni e citazioni del cortometraggio
Tutto ciò che ruota intorno alla maschera di Pulcinella de La Ricchezza di Napoli parte dalla tradizione buffa del passato con la straordinaria serenata di Pulcinella composta da Domenico Cimarosa nel 1749, e finisce con opere comiche del presente dall’ artista Federico Salvatore, il quale oltre ad aver interpretato l’opera stessa di Cimarosa, canta, nel cortometraggio, due canzoni tratte dal suo album Pulcinhell. 
Attraverso la direzione di Loris Arduino, Federico rappresenta un Pulcinella rassegnato alla nuova era ormai priva di ogni valore morale, la affronta riflettendo sulle proprie azioni, semplici e dirette, le quali lo hanno sempre mantenuto vivo.







BACKSTAGE DEL CORTO
Curiosità del cortometraggio
Quattro giorni di ripresa per il cortometraggio de La Ricchezza di Napoli. La sceneggiatura scritta e diretta da Loris Arduino è stata realizzata nei luoghi della vecchia Napoli, vie del quartiere de la Sanità, luogo che ha dato vita al grande principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Proprio a pochi metri dalla sua casa nativa si sono girate le scene interne della casa di Pulcinella. Le sue esterne hanno avuto diverse riprese tra vicoli e vicoletti della stessa zona ricchi di secolari altarini e folcloristiche balconate. La scena della serenata di Pulcinella invece è stata girata in un luogo estremamente importante per il popolo napoletano il Monastero di Santa Chiara, proprio sul lato sinistro tra l’entrata centrale della chiesa e il percorso per entrare nel monastero maiolicato. Qui Pulcinella disegna, come ogni giorno della sua vita, il suo cerchio vitale nel quale entra e libera il suo cuore alla giovane donna innamorata, la quale non è altro che la vita, quella stessa vita che non viene rispettata dai giovani di oggi, che la ignorano guardando il cellulare e per questo il Pulcinella nel suo cerchio volta le spalle a loro e guarda il cielo per una nuova speranza.




FOTO DI BACKSTAGE






























 

                                                                                                                                              luci di Franz Pagot